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Dietro il Teatro B&B nasce dall’idea di due fratelli Ernesto e Fabrizio di trasformare un vecchio immobile di proprietà della trisavola, nella propria casa e nello stesso tempo in una accogliente struttura ricettiva. L’idea corre parallelamente alla volontà di vivere autenticamente il proprio territorio e di valorizzarne le bellezze artistico-culturali, offrendo un comodo appoggio a chi vuole conoscerlo più da vicino, contribuendo così allo sviluppo del turismo e dell’economia locale. Dopo un anno di attenta ristrutturazione dei locali, grazie alla passione e all’entusiasmo dei due giovani proprietari, supportati dal padre Girolamo, quell’idea si concretizza e prende forma.

La residenza si trova su Piazza delle Stigmate a due passi dal Teatro Massimo, luogo silenzioso e reso ancor più piacevole dalla presenza di una piccola villa alberata e della sua fontana. Proprio a quest’ultima ci si è ispirati per l’ideazione del logo del Bed&Breakfast.  Dai balconi principali dell’appartamento ci si affaccia sulla piazza e quel leggero suono di acqua zampillante da senso di quiete e serenità a chi si sofferma ad ascoltarla. L’atmosfera che si respira è familiare ma nello stesso tempo raffinata, tipica di una dimora storica resa moderna e confortevole. La struttura offre ampie camere, luminose e accoglienti.

Il B&B dista 2 minuti a piedi dal Piazza Verdi dove sorge il Teatro Massimo e da via Maqueda pedonale, 5 minuti dal mercato del Capo, 10 minuti dai Quattro canti, 15 minuti dalla stazione centrale, dal porto e dalla Cattedrale.

Il Teatro Massimo

Nel 1864 il Sindaco di Palermo Antonio Starabba, marchese di Rudinì, bandì un concorso internazionale per la creazione di un teatro lirico da edificarsi al centro della città, il vincitore fu l’architetto palermitano Giovan Battista Filippo Basile. Il luogo scelto per edificare il teatro comportò la demolizione di chiese e monasteri alcuni dei quali risalenti al 1300 e tra questi anche la Chiesa e il Monastero delle Stigmate di S. Francesco, da cui oggi trae il nome la piazza su cui sorge il B&B Dietro il Teatro.

Il nuovo teatro avrebbe dovuto essere talmente sontuoso e grande da rivaleggiare con i maggiori teatri europei e, quindi, capace di dare risonanza e prestigio alla città.  La prima pietra fu posata nel 1875, ma i lavori furono iniziati ufficialmente nel 1890 anno in cui moriva Giovan Battista Filippo Basile così la direzione dei lavori venne affidata al figlio Ernesto. L’inaugurazione avvenne il 16 maggio 1897 con un’opera di Giuseppe Verdi, il Falstaff.Il teatro originariamente chiamato “Vittorio Emanuele”  fu detto “Massimo” essendo per la sua vastità e capacità il terzo teatro più grande d’Europa.

I Quattro Canti

Il centro storico della città è diviso dall’intersezione delle due vie principali di Palermo, via Maqueda e corso Vittorio Emanuele. Al centro di questo incrocio, una piazza ottagonale. Sui quattro angoli o canti si elevano le facciate convesse di quattro palazzi seicenteschi. Nella parte bassa le fontane sormontate dalle statue delle quattro stagioni, nelle nicchie degli ordini superiori si trovano le statue di quattro re spagnoli e, al livello più alto, quelle delle protettrici di Palermo: le sante Cristina, Ninfa, Oliva e Agata, poi soppiantata da Santa Rosalia.

L’incrocio delimita i quattro cantoni o quartieri in cui, un tempo, Palermo era suddivisa: Albergheria, Capo, La Loggia, Kalsa ciascuno affidato ad una santa.

Il B&B Dietro il Teatro si trova a due passi da via Maqueda che dal 2016 è diventata area pedonale e pista ciclabile sino ai Quattro Canti ed alla Cattedrale.

Il Mercato del Capo

Nei quattro quartieri storici della città divisi dai Quattro Canti, sorgono tutt’oggi i quattro mercati storici più antichi: Ballarò, Capo, Vucciria e Kalsa. Ballarò è il più antico tra i mercati di Palermo e si estende da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory, verso Porta Sant’Agata.  La Vucciria si estende tra via Roma, la Cala e il Cassaro. La vicinanza al porto cittadino stimolò l’insediamento di mercanti e commercianti genovesi, pisani, veneziani sin dal XII secolo. Il termine deriva dal francese boucherie, macelleria da qui “Bucceria”. Il mercato infatti inizialmente era destinato al macello e alla vendita delle carni. Successivamente divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura. Oggi luogo di ritrovo notturno per i giovani ha visto la trasformazione delle botteghe in taverne, birrerie e ristoranti.

Il Capo, limitrofo al B&B Dietro il Teatro, si sviluppa nel cuore dell’omonimo quartiere tra Porta Carini, il Palazzo di Giustizia, la via di Sant’Agostino e la via Cappuccinelle.  Importante punto di smercio agroalimentare al dettaglio, conserva elementi popolari del tipico mercato mediterraneo: i colori, le urla dei venditori, l’animazione delle bancarelle ne fanno un elemento essenziale del carattere della città. È un mercato attivo tutti i giorni, luogo animatissimo e folkloristico.

Il mercato di S.Agostino

Si distingue dal mercato del Capo perché vi si vendono prevalentemente vestiti, biancheria e scarpe, il tutto di buona qualità a un prezzo conveniente, dove quasi tutti gli oggetti e le mercanzie vengono acquistati soltanto dopo che si è raggiunto l’accordo sul prezzo che, contestato e ribassato, finisce con l’accontentare venditori e compratori. Per quanto riguarda la storia delle due strade principali del mercato, è interessante sapere che la via Bandiera, popolata tra i secoli XVII E XVIII da confetterie, pasticcerie, mercanti di scarpe e di stoffe, e chiamata un tempo “la strada del Pizzuto”, trasse l’attuale suo toponimo dalla presenza di una bandiera di ferro sostenuta da un puttino di marmo bianco, fissato a circa dieci metri dal suolo al muro del palazzo che fa angolo fra la suddetta strada e la via Patania. La via S. Agostino, unita alla via Bandiera prima della costruzione della “Strada Nuova” o via Maqueda e denominata strada grande del Capo e anche strada di S. Marco, trae invece il suo toponimo dalla chiesa di S. Agostino, fondata secondo l’Ingeves nel 1275 e secondo il Padre Tommaso Errero nel 1244, prospettante col suo fianco sulla stessa via S. Agostino e col suo prospetto principale sulla via Maestri d’acqua, sulla quale si apre con uno splendido portale sormontato da un bellissimo rosone, ai cui lati sono scolpiti i simboli araldici delle potenti famiglie degli Sclafani e dei Chiaramonte, che impreziosirono il suddetto prospetto. La chiesa, ricca di molti stucchi eseguiti da Giacomo Serpotta, è chiamata anche chiesa di S. Rita per la omonima santa protettrice degli infermi e delle partorienti, che in essa si venera.